La sicurezza:un valore da condividere

Il numero inaugurale del nuovo portale AIPSA dà voce a Franco Ferrarotti, sociologo, professore emerito de La Sapienza di Roma e Giusella Finocchiaro, ordinario di Diritto di Internet dell’ateneo bolognese. Due studiosi di diversa estrazione, con un tratto importante che li accomuna: l’impegno intellettuale per promuovere l’innovazione nei rispettivi ambiti di competenza.
I contributi che pubblichiamo possono, in particolare, aiutarci  a capire quanto sia importante trovare un punto di vista adeguato per parlare di una tematica forte come la sicurezza, che si inserisce in una realtà policentrica, fatta di prospettive, culture professionali, experties, percorsi variegati. L’analisi degli studiosi tocca versanti cruciali su cui oggi si misura il grado della sicurezza individuale e collettiva: la città, questa “onda in movimento” come la definisce Franco Ferrarotti, attorno a cui si sviluppa l’organizzazione politica della collettività; e l’individuo, la cellula essenziale della società, da un lato impegnato a difendere, come spiega molto bene Giusella Finocchiaro, la sfera della sua privacy, dall’altro sollecitato a misurarsi con il continuo  spostamento della frontiera del diritto, che oggi deve sintonizzarsi con i ritmi sostenuti del progresso scientifico e tecnologico. E' importante sottolineare il costante riferimento alla cornice di regole entro cui l’Information Society deve traguardare sempre nuovi orizzonti. Il tessuto normativo non limita la forza del pensiero scientifico, può semmai aiutarci a entrare nell’ecosistema della complessità e a trovare un senso, una direzione di marcia, che valorizzi i nostri sforzi. 
AIPSA si ritrova in pieno in questa dinamica di pensiero e di ricerca,  vuole infatti essere sempre il baricentro di riferimento attorno a cui far convergere percorsi professionali sempre più ricchi e sfaccettati. La sicurezza è un termine polisemico, capace di rispecchiare fedelmente le tensioni di una società, che si sta preparando a sperimentare una “seconda grande  metamorfosi” , come ci ha detto efficacemente Giuseppe De Rita, presentando l’ultimo Rapporto Censis, ormai collaudata fotografia fedele del nostro Paese. Importante in questi momenti individuare i fattori del cambiamento, non ci si può limitare alla presa d’atto dello stato di crisi, che dall’inizio dell’anno sembra schiacciare ogni possibile speranza di ripresa. Su questo terreno, fatto di instabilità e di incertezza, che ha fatto tornare inaspettatamente di attualità il celebre scritto del Premio Nobel John Galbraith “L’età dell’incertezza”, si apre uno spazio importante per i Security Manager, non tanto come “agenti di riduzione” delle tante paure che attraversano le nostre coscienze di uomini post moderni, quanto come protagonisti di un diverso atteggiamento culturale, aperto ai nuovi orizzonti di attività e di impegno, che un mercato in continua trasformazione richiede.          
 Sicurezza è anche “parola-chiave”, utile a evocare momenti diversi della nostra storia nell’ultimo secolo. E’ così avvenuto a cavallo del nuovo millennio, quando si è parlato di “allarme – sicurezza” per interpretare fatti epocali, come l’11 settembre, gli attentati di Londra e Madrid, i casi della Enron o della Mattel e, più di recente, il crac della finanza. Per chi opera nel nostro campo   diventa inevitabile farsi carico della crescente domanda di protezione a tutti i livelli e di rispetto del diritto, espressa dall’opinione pubblica a livello mondiale. Non dobbiamo misurarci solo con grandi eventi, prodotti dalla globalizzazione e dalla civiltà di Internet, basta richiamare  tragedie come quelle della TyssenKrupp (di cui ricorre l’anniversario proprio in questi giorni)  che ci riportano con estrema crudezza, alle responsabilità cruciali di chi deve assicurare i parametri essenziali di sicurezza e protezione dal rischio, prima di tutto dentro il perimetro dell’impresa e nei luoghi dove viviamo e siamo chiamati a svolgere le nostre mansioni.

Un nuova “agorà” 
E’ evidente che nell’inaugurare questa nuova agorà , il portale web, che si presenta ricco di tutte le dotazioni e le potenzialità che la tecnologia ci offre, AIPSA vuole prima di tutto aprire un terreno di dialogo e di confronto con imprese, professionisti e manager per spostare sempre più in avanti questa “frontiera mobile”, che la sicurezza, intesa come idea e come valore, sa esprimere. L’Associazione a questo fine cercherà di articolare i linguaggi dell’innovazione, alzando le antenne su tutte le sollecitazioni che provengono dal mercato, dall’ambiente competitivo che caratterizza le nostre attività, dal mondo produttivo che ci lancia segnali che spesso vanno al di là del nostro territorio nazionale. 
 Come ci insegna Freud gli uomini, nei secoli, hanno deciso di rinunciare a porzioni significative di libertà per conquistare gradi più alti di sicurezza. Il motivo di questa rinuncia spesso dolorosa è semplice: già nella fase istintiva l’individuo percepisce la sicurezza come valore incomprimibile, per sé e per i propri cari. Il monito del filosofo Karl Popper si innesta in questa scia, ricordandoci che “è il prezzo stesso della libertà, l’eterna vigilanza”. Principio che vale anche per la sicurezza, a patto che l’eterna vigilanza serva ad allontanare ogni violento e ogni intollerante, potremmo dire in sintesi: ogni nemico della democrazia.
Si intuisce allora tutto il carico delle responsabilità cui siamo chiamati in quanto professionisti della sicurezza in un mondo che cambia. David Lyon lo riassume molto bene nel suo ultimo saggio: “i governi – afferma – così come le grandi aziende hanno la responsabilità di cercare di garantire la sicurezza delle persone che sono loro affidate”. Questa dimensione istituzionale, molto presente nel codice genetico di AIPSA, si rafforza se consideriamo che anche la criminalità e la tipologia delle minacce verso individui, reti e sistemi, ha mutato pelle nell’epoca in cui “abitiamo” il cyberspazio, esposti, come di fatto siamo, ai fenomeni generati dalla mutazione digitale. 

La centralità del “fattore umano”
Vigilanza, protezione, business e competitive intelligence, crisis e risk  management, tutela degli asset intangibili, lotta contro il cyber crimine, come si vede il ventaglio di azione si è ampliato, gli uomini della security sono divenuti dei manager a tutto tondo, che si confrontano giornalmente con i vertici delle istituzioni e delle imprese. Risulterà decisivo promuovere giornate di studio, eventi, seminari tematici, per affermare la rilevanza strategica di un paradigma formativo che pone al centro delle organizzazioni produttive il capitale umano: “Un bene – per usare le parole di un celebre saggio di Gary Becker finalmente appena tradotto per l’Italia da Laterza -  che ha a che fare con le competenze, l’istruzione, la sua trasformazione, la salute” . Una risorsa intangibile, ci permettiamo di aggiungere, che potrà risultare decisiva per arginare e sconfiggere la crisi che ci attanaglia.
I livelli di complessità sociale crescente richiederanno, inoltre, un’efficace azione di Security awareness e di comunicazione, che AIPSA svilupperà, evidenziando con rigore metodologico e pertinenza di linguaggi il ruolo del security manager del futuro, chiamato ad agire sul fronte delle interdipendenze e ad abbracciare un vasto corredo di saperi e di competenze. Da “angelo custode del computer” come in una certa fase della modernità era stato visto e collocato, a responsabile di team interdisciplinari, impegnato a garantire la sicurezza fisica, quella delle infrastrutture, l’affidabilità dei sistemi di comunicazione, la protezione dei dati sensibili, la continuità del business, si vede che è cambiata un’epoca, e con essa la percezione della responsabilità sociale del nostro compito e del nostro lavoro.
 
Auguri perciò, la sfida è appena cominciata.

ultima modifica: 09/12/2008 alle ore 12:20
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